Arbitro cornuto

Catania-Udinese 2010-2011: arbitro Andrea De Marco. Catania-Udinese 2011-2012: arbitro Andrea De Marco. Catania-Udinese 2012-2013: arbitro Andrea De Marco. E’ lui, il bravo arbitro internazionale di Chiavari, a spiegare come nessuno altro perché il bilancio di Stefano Braschi alla guida dei fischietti di serie A sia magro e deludente. Sabato scorso, nella città ai piedi dell’Etna, De Marco ha arbitrato male. Nessun dramma, prendere qualche topica fa parte del mestiere (basta ammetterlo, vero presidente Nicchi?). di Quarantino Fox
18 AGO 20
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Catania-Udinese 2010-2011: arbitro Andrea De Marco. Catania-Udinese 2011-2012: arbitro Andrea De Marco. Catania-Udinese 2012-2013: arbitro Andrea De Marco. E’ lui, il bravo arbitro internazionale di Chiavari, a spiegare come nessuno altro perché il bilancio di Stefano Braschi alla guida dei fischietti di serie A sia magro e deludente. Sabato scorso, nella città ai piedi dell’Etna, De Marco ha arbitrato male. Nessun dramma, prendere qualche topica fa parte del mestiere (basta ammetterlo, vero presidente Nicchi?). Era la terza volta consecutiva che il direttore di gara ligure – uno di quelli restii agli inutili sermoni imposti ai giocatori schiumanti di rabbia in mezzo al campo – arbitrava Catania-Udinese. Non è solo questione di avere poca fantasia e organici ridotti dopo la sciagurata divisione dei fischietti tra serie A e serie B. Il fatto è che Braschi non è riuscito in quattro anni a lasciare un’impronta, a creare ex novo neppure un arbitro che possa far stare tranquilli per i prossimi dieci anni. Ha rischiato pochissimo, con i big match affidati quasi sempre ai soliti noti (l’esempio eclatante è Juventus-Napoli di domenica affidata a Rocchi appena tornato dai Mondiali Under 17). Di coraggio se n’è visto solo a tratti. Il risultato è che le giovani promesse (Guida e Massa su tutti) sono appassite come fiori tagliati precocemente e gli internazionali super affidabili sono stati sovraccaricati all’eccesso (a proposito, in bocca al lupo a Rizzoli chiamato a dirigere il delicatissimo play off mondiale Portogallo-Svezia). In mezzo a queste due fasce, il nulla. Un limbo di quasi quarantenni senza futuro ai quali il designatore si è di tanto in tanto affidato per coprire qualche gara rognosa. Con risultati per lo più scadenti, nonostante le difese a spada tratta con petto offerto al nemico. Esempio lampante, lo scudo protettivo innalzato per Gianpaolo Calvarese, 38 anni il prossimo febbraio, dopo il rigore non concesso in Fiorentina-Napoli. Un’audacia che fa balenare strani pensieri: promozione internazionale in vista?
di Quarantino Fox